paola nugnes

Pozzuoli

 56 anni

Titolo di studio: Architetto

Professione: Libero professionista

    

Curriculum Vitae

Salve, mi chiamo Paola Nugnes, sono un architetto, madre di due ragazzi. Con mio marito, Giuseppe Cristoforoni, con cui condivido famiglia, lavoro ed impegno sociale e politico, ho una casa-studio a Pozzuoli, vicino Napoli, dove sono nata.. Al tempo delle scelte cruciali della vita decisi di non andar via, ma le scelte più importanti si fanno spesso d'istinto. Credere che nulla possa cambiare è un atto inconsapevole di complicità gravissimo, che non possiamo permetterci. La cosa veramente importante non è solo la meta, ma il viaggio. La strada che si decide di percorrere è altrettanto importante quanto il risultato che ci si prefigge di ottenere. Ho scelto la strada dell’impegno, sul territorio, per il paese, grazie alla rete, per il cambiamento e per la difesa di un'idea di società migliore cui non voglio e non posso rinunciare; anche per i miei figli, per  i figli di tutti. Siamo gli anticorpi di questa società, siamo portatori di un’idea che va salvaguardata protetta e portata avanti a qualunque costo. Il cambiamento è possibile e necessario: la crisi ambientale, etica, sociale ed economica che attraversiamo richiede un drastico cambio di paradigma, che "superi, vada oltre la fase predatoria dello sviluppo umano" (A. E.) Dobbiamo crescere nella consapevolezza della nostra forza per andare oltre il pantano dei giorni bui, oltre la dittatura finanziaria, oltre l'intontimento, verso la partecipazione e il coinvolgimento sociale. Dobbiamo insieme, abbandonare l'idea insana di scalare la piramide e porci l’obiettivo ben più importare di "rovesciare la piramide". Rovesciare la piramide significa portare il meglio del paese in superficie. Ho sempre creduto che l’umanità fosse meravigliosa, mentre la punta dell’iceberg che emerge, dove si concentra tutto il potere, sia fatta soprattutto dai più prepotenti. Il potere che gestisce il mondo è nelle mani della parte peggiore dell’umanità, con le dovute eccezioni naturalmente, che non contraddicono però la regola. Allora non serve sostituire gli uni con gli altri, questo partito con quello, occorre una rivoluzione:(basta sudditanza) passare dalla democrazia di deroga, alla democrazia partecipata. E’ faticoso, lo so, Ma il tempo della fanciullezza per l’umanità è finito e dobbiamo crescere, svegliarci dalle illusioni e convincerci che solo con la partecipazione, la conoscenza, l'approfondimento dei fatti e la gestione diretta della cosa pubblica si potranno ottenere che vengano fatte scelte razionali scevre da lobbismi, particolarismi e da inganni. 

Dichiarazione di intenti

Il discorso di Kennedy sul Pil (1968)

Il discorso di Salvador Allende all'ONU (1972)

Si sta facendo finalmente strada il concetto fondamentale che l’ambientalismo non sia più l’ambizione snob di una classe borghese, ma una necessità urgente di sopravvivenza del pianeta e delle nostre economie, della bellezza del nostro paese, e che scelte scellerate dal punto di vista ambientale ricadono sempre sui poveri del mondosul sud del mondo, come ben sappiamo noi campani, che da almeno venti anni, assistiamo ad un sistematico attacco alle nostre terre, alla nostra salute, che ha distrutto un intero comparto agro alimentare e che ha visto i casi di tumore delle popolazioni del triangolo della morte alzarsi ai livelli dei paesi più industrializzati.Tutto questo in nome e per conto del contenimento del costo dello smaltimento dei rifiuti speciali delle industrie del nord italia e nord europa, e del nostro artigianato sommerso, non dichiarato, sviluppatosi nei sottoscala. 

Occorre tornare a un’economia sociale che dia valore alle comunità e ai territori, provare ad attuare una ridistribuzione equa e trasparente delle risorse sempre nella difesa dell’ambiente, perché noi ne siamo parte e non possiamo illuderci di essere sopra queste cose.

Non possiamo davvero credere che alzando il limite giuridico dei livelli d’inquinamento, portando quindi dentro arbitrari termini legali gli impatti ecologici, non stiamo pur continuando a distruggere l'ecosistema e a uccidere noi stessi, solo che lo facciamo a norma di legge.

In questo momento storico, per mano e per nome di  governi tecnici non eletti, per volere di un'Europa della finanza, ci stanno rivoltando come un guanto. Stanno azzerando decenni di conquiste civili e sociali. Si sta consumando, in nome della finanza, un lento ma radicale e sistematico attacco allo stato sociale. Al lavoro, innanzitutto, che non è più un diritto costituzionale, con ripetuti attacchi ai diritti acquisiti in decenni di lotte dei lavoratori. Alla cultura e allo spettacolo con il depauperamento dei fondi. Si attaccano l'istruzione, le scuole pubbliche, l'università, la ricerca, il corpo insegnante, il controllo ambientale, che sono e dovrebbero essere riconosciuti come la più grande risorsa del nostro paese e del nostro futuro; le fondamenta.

Eppure si trovano inspiegabilmente fondi per finanziare le scuole private. Per gli armamenti, per le banche, per le assicurazioni, si mantengono privilegi di casta e di appartenenza. Sugli ingenti finanziamenti agli armamenti  si rifiutano di rispondere. Non si possono ritirare quale ragione di stato supremo lo impone? 

E cosa ci impedisce di sottoporre gli immobili della chiesa, delle fondazioni dei sindacati a una democratica tassazione? E per una seria patrimoniale? Perché questi privilegi intoccabili e indiscutibili? A quali costi? Quanti fondi sarebbero rintracciabili da operazioni in questo senso?

Sembra non ci sia più fondi per la sanità pubblica, il futuro che ci indicano va verso assicurazioni private. Abbiamo visto cosa succede negli Stati Uniti, chi non è coperto dall'assicurazione può essere respinto dall'ospedale, fisicamente respinto, portato di peso fuori a morire sulla strada. Negli Stati Uniti hanno provato a rimediare a questo stato di cose vergognoso per un paese che si dice civile. Noi, con questi governi del passato, stiamo "copiando" con strabica  visione gli sbagli del passato di altri.

Occorre porre le basi di una seria discussione sull' Europa, sul significato che avrebbe dovuto avere un’Europa nata per " favorire la cooperazione", come ci raccontavano con disegnini a colori sui banchi di scuola, e su quello che nei fatti è diventata nel trattato di Lisbona: "Un’economia di mercato “altamente e fortemente competitiva”, in cui i singoli Stati sono chiamati a “promuovere il proprio posizionamento” cercando di “migliorare la propria situazione comparata”. Sacrificando qualunque cose. A qualunque costo.

Ridiscutere il debito, con una richiesta di moratoria della parte "illegittima" calcolata tramite un Indagine popolare (audit) sulla formazione del nostro debito pubblico "reale"’.Mettere in discussione in un ampio dibattito popolare l'opportunità o meno di restare nell'euro, perché come molti cattedrali poco ascoltati ripetono, due sono le cose: o si ha una moneta nazionale con banca centrale e la possibilità di svalutare per favorire la propria produzione interna accollandosi sì il problema dei tassi d'interesse, oppure si ha una moneta unica ma senza l'incubo dello Spread, in un’unione politica e sociale degli Stati Uniti d'Europa.


Esperienze politiche

Nel 2013 eletta portavoce senatrice della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Campania per il MoVimento cinque Stelle

Gruppo Movimento cinque stelle

Membro dal 19 marzo 2013 al 27 marzo 2017 
Vicepresidente dal 28 marzo 2017 al 26 giugno 2017 
Membro dal 27 giugno 2017

13° Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali)
Capogruppo dal 7 maggio 2013 

Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati
Capogruppo dal 2 luglio 2014 

Durante questa esperienza politica mi sono occupata soprattutto dei temi ambiental inerenti le due commissioni di cui ho fatto parte, presentando disegni di legge sulla "Istituzione di un gruppo interforze nazionale per il controllo ambientale" e sulla "Gestione del ciclo di vita dei materiali post consumo, e per l'istituzione di un'Agenzia Nazionale per il Riciclo, per la realizzazione di un sistema di economia circolare"

Ho contribuito, per quanto di mia competenza all'approvazione in senato della legge '68 sui DELITTI AMBIENTALI, frutto di più proposte di legge congiunte, tra cui quella Micillo (M5s) alla Camera e al Senato la mia,la proposta di legge n.1306 che potrete leggere qui

Ottenendo che fosse inserito, tra l'altro, tramite un mio emendamento, il DELITTO DÌ OMESSA BONIFICA. Reato che, agli atti di verifica del funzionamento della legge sui due anni, è stato considerato dalle Procure e dalle polizie ambientali uno strumento di grande utilità.(Vedi relazione  sulla attuazione della Legge 22 maggio 2015 n.68 Disposizioni in materia di delitti contro l'ambiente disposta dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti  che potrete leggere qui, Come commissione Rifiuti ci siamo dati l'impegno di monitorare l'andamento della legge sul campo e ne sono scaturiti diversi convegni. 

Ho contribuito per quanto di mia competenza all'approvazione in senato della legge 132 sull'Istituzione del sistema Nazionale delle Agenzia Ambientali, e alla discussione, con presentazione di opportuni emendamenti in commissione, della proposta di legge, purtroppo non conclusa, sullo stop al consumo del suolo, ambedue proposte di legge del m5stelle, parti integranti del Programma Ambiente.

Ho partecipato a tutte le battaglie del mio gruppo politico con entusiasmo,da quelle ambientali e quelle civili, ai convegni e alle marce per il reddito di cittadinanza , tra tutte le battaglie una , la difesa della Costituzione, con la vittoria referendaria del 4 dicembre 2016.

Curriculum attivista

Sono entrata nel meet up nel 2007, perché ho trovato una comunità di gente intenzionata e molto motivata a cambiare la politica. La politica è in ogni atto che compiamo, in ogni scelta che facciamo, non possiamo dirci estranei alla politica, mai, e quando avviene che  la gestione della politica, dei partiti ci fa sentire estranei ad essa, subiamo un'alienazione, ci sentiamo alienati a noi stessi, perché isolati e impossibilitati ad agire come individui facenti parte di una collettività.

Un riscatto collettivo era necessario in quegli anni bui di rappresentanza politica, eravamo orfani d'ideali da troppo tempo, traditi da chi ci avrebbe dovuto rappresentare, e questa necessità si è sentita  dapprima nei meetup di tutta Italia per poi concentrasi nel MoVimento cinque stelle.

Ero presente alla formazione delle prime liste civiche, con tutti i dubbi; c'ero alla fondazione del M5s nel 2009.

Ho partecipato alle competizioni elettorali del 2009 e del 2011, con Roberto Fico, nella mia regione, quando eravamo a percentuali dello zero virgola e raccoglievamo firme presso banchetti semi deserti e disertati, sotto la pioggia e sotto la neve, e c'ero alle elezioni  trionfali del 2013 che ci hanno portati con oltre il 25% in Parlamento.