Basta protezionismi

Si intende normalizzare la titolarità delle farmacie

Proponente:
Massimiliano Futino
Venezia

 44 anni
Professione: Libero professionista
Titolo di studio: Laurea
Obiettivo:
Non è plausibile che nel XXI secolo ci siano ancora delle professioni protette contro ogni buon senso e diversamente che nel resto del mondo, tanto più che nel caso del farmacista deve solo consegnare un prodotto su richiesta, non fare diagnosi in quanto nemmeno preparato a farlo.
Descrizione:
Bisognerebbe impedire il commercio delle concessioni di farmacia, se uno vince un concorso perché più meritevole intanto non è detto che sia sempre più meritevole dopo 20 anni r sicuramente i suoi figli non è detto siano più meritevoli dei figli del suo primo concorrente, le farmacie dovrebbero preparare farmaci galenici ( non lo fa più quasi nessuno perché sconveniente ) i farmacisti non devono fare diagnosi ( non ne hanno né i titoli né la preparazione accademica ) quante volte entra un cliente chiedendo dottore ho mal di .... Mi dia qualcosa... Non dovrebbero produrre integratori alimentari dietetici creme o cosmetici con il loro logo Se uno si laurea in medicina deve poter aprirsi il suo esercizio commerciale se se la sente o il libero mercato vale solo X le altre categorie?
Stato della legislazione:
Legge 8 11/1991 n.362, DPCM 30/03/1994 n. 298 di attuazione art4, comma 9 della legge precedente intervenuta su legge 2/04/1968 n.475 attuata dal DOR 21/08/1975 n,1275 e testo unico leggi sanitarie REGIO DECRETO 27/07/1934 n.1265 Art 8 D.Lgs. 30/12/1992 n.502 integrato D.Lgs 03/10/2009n.153 DM 16/12/2010 e 08/07/2011 D.Lgs 08/08/1991 DL 24/01/2012n1
Comparazione:
In Inghilterra per esempio la concessione statale viene restituita alla corona , alla fine del 'attività perché venga riassegnata In altri stati non passa come qui in linea ereditaria e non è di certo come qui cedibile o vendibile In Europa nei piccoli borghi ci sono farmacie che a differenza di qui non percepiscono fondi per tenere aperto Nel mondo sono ormai aperte 24 ore su 24 qui solo 1 in ogni comprensorio e con una sovrattassa vergognosa da pagare da parte del utente se ne ha bisogno Per altro in molti Stati stranieri non è data la possibilità al farmacista di vendere abbigliamento e cosmesi perché potrebbe generare una sudditanza psicologica nel cliente ( che come in italia pensa che un ciuccio o una crema da farmacia sia più sana o controllata o efficace)
Esperienza:
Sono un medico libero professionista e mentre un mio collega laureato puó aprirsi uno studio di fronte al mio e farmi concorrenza offrendo al pubblico un servizio aggiuntivo e quindi creando una miglioria all utenza, trovo disdicevole che solo in italia se uno eredita una farmacia al di là della sua bravura e preparazione è fattivamente intoccabile qualunque competenza eroghi e nessuno nemmeno laureato possa provare a stare sul mercato, nuovi concorsi non ne fanno più e delle 13 mila e rotti farmacie esistenti sono riconducibili a 8 mila titolari ( c'è chi ne ha più di una) è un mondo chiuso e medioevale