Giusto indennizzo

Disposizioni in materia di indennizzi delle vittime di reato.

Proponente:
Lucia vergaglia
Orvieto

 45 anni
Professione: Libero professionista
Titolo di studio: laurea
Obiettivo:
Definire un sistema generale per il giusto indennizzo alle vittime di qualsiasi tipo di reato doloso violento.
Descrizione:
Innanzitutto va detto che tale questione non concerne tanto il diritto penale ma specifiche obbligazioni di natura civile che tuttavia trovano la loro origine in una fattispecie penale. Va altresì chiarito che non deve essere modificato alcun reato esistente, né debbono essere introdotti nuove fattispecie di reati. Si tratta semplicemente di operare una scelta dei criteri per quantificare l’indennizzo nel pieno rispetto dei principi di adeguatezza, equità e di parità di trattamento. Tale scelta va operata in modo da dare una base di riferimento all'organo giudicante ma può essere demandata a commissioni esterne.
Stato della legislazione:
L'Italia in mancanza di tale legge ha subito, con ricorso del 22 dicembre 2014 la Commissione l’inadempimento della direttiva del 2004 che ne richiedeva la realizzazione, l'avvio della procedura d'infrazione. Allo stato le uniche norme che disciplinano la materia sono quelle relative alle vittime di mafia. Tuttavia ha poi senso, dal punto di vista della parità di trattamento garantire una tutela risarcitoria per alcuni delitti violenti (ad esempio il terrorismo), e non per altri, “che allo stesso modo possono avere un forte impatto negativo sul bene giuridico tutelato dell’integrità psico-fisica della persona, come, per esempio, la violenza sessuale” (Yves Bot, Avvocato Generale UE). In effetti l’Articolo 3 Paragrafo 2 del Trattato, che indica l’Unione europea come “spazio di libertà, sicurezza, e giustizia” lega la questione dell’indennizzo per le vittime di reato al principio della “sicurezza”, che gli Stati membri hanno il dovere di garantire a tutti i cittadini Ue all’interno dello spazio comune europeo. In Italia questo semplicemente non avviene.
Comparazione:
Giova riportare l’architettura indennitaria francese, tesa a garantire il soddisfacimento economico delle vittime di una determinata categoria di reati e che, evidentemente, non sono in grado di ottenere un risarcimento da parte dell’offensore, può dirsi strutturata attorno due elementi portanti: – a. le Fonds de garantie des victimes des actes de terrorisme et d’autres infractions (FGTI); a’. la Commission d’indemnisation des victimes d’infractions (CIVI). a. All’interno della struttura tripartita, il FGTI, sulla base della loi n° 90-589 del 6 luglio 1990 (nonostante le origini risalgano fino al 1977) ricopre un ruolo imprescindibile. Inoltre bisogna riportare La Legge LAV Svizzera. Questa Legge federale concernente l'aiuto alle vittime di reati (LAV) del 23 marzo 2007, e successivamente inserita dal 1. gennaio 2011 nel nuovo Codice di procedura penale Svizzero (CPP), che ha lo scopo di fornire un aiuto efficace alle vittime di reati e di rafforzarne i diritti. I tre fondamenti della Legge: - Consulenza; - Protezione della vittima e la difesa dei suoi diritti nella procedura penale; - Prestazioni finanziarie;
Esperienza:
Da Avvocato e da assistente docente universitario per l'Università di Napoli col Prof. Avv. Manfrellotti tale questione l'ho dovuta affrontare in numerosi incontri, seminari, conferenze e, naturalmente, quale parte del percorso di docenza e proposta formativa a studenti e perfezionandi.