MODIFICHE ALL'ART. 2 LEGGE 7 marzo 96, n. 108. Pubblicata nella G.U. 8 marzo 96, n. 58 'Disposizioni in materia di usura'

ECONOMIA - DISPOSIZIONI IN MATERIA DI USURA

Proponente:
Antonio Aghilar
Orta Nova

 41 anni
Professione: Libero professionista
Titolo di studio: Laurea in Economia e Commercio
Obiettivo:
L'OBIETTIVO DELLA PROPOSTA E' QUELLO DI MITIGARE I TASSI DI INTERESSE EFFETTIVI PRATICATI DALLE BANCHE AI CITTADINI E ALLE IMPRESE, ATTRAVERSO UNA SIGNIFICATIVA RIDUZIONE DEI TASSI MASSIMI PRATICABILI PER CATEGORIA DI OPERAZIONI (MUTUI, CONTI ETC.)
Descrizione:
Attualmente, a seguito delle modifiche apportate dal D.l. 70/2011, (Governo Berlusconi III, Min. Tremonti), che ha modificato l'art. 2, comma 4 della legge 108/96, che determinava il tasso soglia aumentando il TEGM del 50 per cento, il limite del tasso soglia oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari, è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali'. Questa previsione ha portato un consistente aggravio di spese rispetto alla previgente normativa. Supponendo infatti che, ad esempio, per il periodo gennaio-marzo 2016 il TEGM (tasso effettivo globale medio) praticato da Banca d'Italia per la categoria di operazioni 'Mutuo a tasso fisso' fosse pari al 5%, con la previgente normativa ciascuna Banca, tra interessi corrispettivi, di mora e spese, non avrebbe potuto praticare alla clientela un tasso superiore al 5% aumentato della metà e cioè al 7,25%. Attualmente invece, il tasso soglia è determinato aumentando il 5% di 1/4 e cioè di 1,25% cui si aggiungono ulteriori 4 punti percentuali per un totale del 10,25%. Di fatto il costo dei finanziamenti in Italia per famiglie e imprese, specie in considerazione della forte crisi economico-finanziaria, risulta essere spropositamente elevato. La proposta di legge in questione mira semplicemente a re-introdurre la vecchia formulazione dell'art. 2 della L.108/96, stabilendo che: 'Il limite previsto dal terzo comma dell’articolo 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall’ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale ai sensi del comma 1 relativamente alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà.'
Stato della legislazione:
L'intera materia è regolata dalla L.108/96 che ha riformato sia l'art. 1815 c.c. che l'art. 644 c.p. (in tema si sanzioni civili e penali) e successive modifiche che, in combinazione con le previsioni di cui al D.lgs n.385/93 e successive modifiche e integrazioni, disciplina la materia.
Comparazione:
La maggioranza dei Paesi prevede un tasso limite oltre il quale il prestito si definisce usuraio. A volte il tasso limite è un valore assoluto, altre volte aggiornato periodicamente dai Governi e 'agganciato' ai tassi di interessi correnti e all'andamento dell'inflazione. Mediamente la soglia di tolleranza rispetto ai tassi effettivi globali medi praticati è del 30% mentre in Italia supera abbondantemente il 70%. Dove non è previsto un valore-limite, spesso è richiamato un principio di proporzionalità ai tassi correnti e alle condizioni del caso, che lascia ai giudici ampia discrezionalità di interpretazione. Alcune legislazioni, sia con un tasso-limite che con un orientamento più liberista, prevedono la nullità 'ab origine' dei contratti stipulati con tassi di interesse ritenuti usurai. In questo caso, la vittima dell'usura non è tenuta a restituire il capitale prestato mentre in Italia l'art. 1815 c.c. secondo comma prevede la non debenza dei soli interessi.
Esperienza:
Dottore commercialista, revisore dei conti, esperto in finanza d'impresa e perizie econometriche su rapporti bancari (valutazione anatocismo, usura etc.)