PROMOZIONE e DIFFUSIONE DELLA CICLO-VIABILITA' SUL TERRITORIO NAZIONALE

Direttive per la creazione, il miglioramento e la diffusione della rete ciclo-viaria nazionale

Proponente:
nicola dal lago
Arcugnano

 34 anni
Professione: Libero professionista
Titolo di studio: diploma
Obiettivo:
Obbligo di formazione di percorsi (o corsie) ciclo-viari durante la costruzione di nuove strade o la manutenzione straordinaria delle strade esistenti. Obbiettivi connessi: ottimizzazione della spesa pubblica, maggior sicurezza stradale, sviluppo di un turismo e di una cultura eco-sostenibile
Descrizione:
Con questa proposta di legge si desidera dare impulso alla ciclo-viabilità nazionale al fine di incentivare uno sviluppo turistico ed una cultura eco-sostenibile, oltre che migliorare la sicurezza stradale per gli utilizzatori delle due ruote. L'obbiettivo è fissare regole ed obblighi per creare, formare e migliorare percorsi, piste o corsie ciclabili ogni qualvolta si interviene sulla rete stradale del territorio. Si chiede all'ente legislatore di intervenire (obbligatoriamente) a favore della ciclo-viabilità nei casi di costruzione di nuove strade o nella manutenzione straordinaria delle strade esistenti (es. allargamento delle carreggiate, modifiche del tracciato o della segnaletica orizzontale, creazione di rotatorie o nuovi incroci) attraverso il ricavo di apposite corsie dedicate alle biciclette (nuove piste ciclabili o nuovi tracciati o anche con la semplce modifica della segnaletica orizzontale). In questa maniera, oltre a raggiungere l'obbiettivo sopradescritto, si mira ad ottimizzare la spesa pubblica durante la costruzione o la manutenzione straordinaria della viabilità, evitando ulteriori costi ed aggravi burocratici. Sono esclusi dall'obbligo gli interventi di manutenzione ordinaria (es. riparazione o rifacimento del manto).
Stato della legislazione:
La legislazione regola la nuova viabilità o la manutenzione della viabilità esistente (segnaletica inclusa), normando in specifico piste o percorsi ciclabili (modalità, dimensioni, ecc...) ma non fissa alcun obbligo agli enti locali e territoriali per incentivare la ciclo-viabilità Codice della Strada (L.120/2010) Dirett.Min.Lav.Pubblici (G.U. 301/2010) D.M. 30 novembre 1999 n. 557
Comparazione:
Esistono già molti paesi europei che attuano una vera e propria politica a favore della ciclo-viabilità. Tra i nostri paesi confinanti in primis Svizzera e Austria. La Slovenia (entrata da poco più di un decennio in UE, sta attuando una politica 'ciclo-sostenibile' sfruttando i contributi europei per rifare la rete stradaria nazionale e nel contempo dare impulso alla mobilità ciclabile (vedere per credere, sia nelle città maggiori che in quelle minori)
Esperienza:
Esperienza maturata durante ciclo-viaggi in alcuni stati europei (tra i confinanti: Svizzera, Austria, Slovenia). Esperienza nel territorio italiano: negli agglomerati urbani nazionali (e nelle zone periferiche) c'è una vera e propria carenza di corsie dedicate alle biciclette, oppure esistono piste ciclabili scollegate tra loro oppure poco sicure all'uso della biciletta (ostacoli, gradini, marciapiedi, attraversamenti). Nel corso di opere pubbliche per nuova costruzione o manutenzione straordinaria stradale raramente si ottimizzano i lavori con la creazione di corsie dedicate alle biciclette. Si pensa nella stragrande maggioranza dei casi, i costi progettuali o materiali per aggiungere percorsi ciclabili (o semplici segnaletiche orizzontali adeguate alle bici) sarebbero alquanto irrisori sul totale della spesa.