Reste da miticoltura ecologiche e biodegradabili.

Questa proposta intende sostituire le reti in plastica attualmente usate con reti ecologiche

Proponente:
massimo stefania
Cagnano varano

 41 anni
Professione: Libero professionista
Titolo di studio: Perito industraile
Pagine personali
Obiettivo:
Secondo i dati di legambiente il 90% dei rifiuti in mare sono di plastica di cui il 20% derivanti dalla pesca. L'obbiettivo e' nel ridurre la presenza di plastica in mare usando nella miticoltura materiali biodegrabili come la canapa industriale e la cotonina.
Descrizione:
La plastica e' uno dei materiali piu' presenti, piu' inquinanti presente nei nostri mari e sulle nostre spiagge. La miticoltura in mare aperto e' un settore che negli ultimi anni ha visto una crescita esponenziale. Le tecniche di allevamento dei mitili fanno largo uso di reti tubolari in polietilene di lunghezza di qualche metro. Durante il ciclo lavorativo queste reti in plastica o per incuria umana o per cause di forza maggiore quali calamita' naturali e correnti vengono disperse in mare con un danno ambientale di notevole rilevanza. Trattasi la plastica un materiale che non si distrugge in natura ma si trasforma in dei microgranuli che vanno a devastare l'intero ecosistema. L'obbiettivo e' sostituire la reste di plastica con materiali biodegradabili quali cotonina e canapa industriale.
Stato della legislazione:
Attualmente in Italia non esiste legge che disciplina la materia..
Comparazione:
Non sono stati ritrovati esempi che disciliano la materia nelle altre nazioni.
Esperienza:
L'uso della canapa industriale nella lavorazione dei mitili ha origini antichissime ed e' stata largamente in passato dagli operatori del settore fino a quando e' stata totalmente sostituita con le reti di nylon e plastica.