Riconoscimento del danno esistenziale e comportamento illegittimo causato dalla P.A.

Regolamentazione in materia di pagamento debiti P.A. verso PMI.

Proponente:
Pietro Bisignano
Palermo

 55 anni
Professione: Imprenditore
Titolo di studio: Diploma di Geometra
Obiettivo:
Definizione di norme particolari che stabiliscano il risarcimento dei danni derivanti dal mancato pagamento dei debiti della P.A., certificati attraverso la piattaforma certificazionecrediti.mef.gov.it, e scaduti da oltre 6 mesi con inasprimenti progressivi a carico dalla P.A. inadempiente.
Descrizione:
Con l'istituzione della piattaforma di certificazione dei crediti della P.A. (certificazionecrediti.mef.gov.it) il M.E.F. si è dotato di uno strumento che permettesse di definire, con buona approssimazione (stimata al 90% entro 2016), il totale dei debiti che lo Stato Italiano ha contratto con le aziende fornitrici di beni e servizi. Nonostante ciò, e nonostante i ripetuti richiami da parte della Comunità Europea per le evidenti deficienze in materia, ad oggi l'obbligo esistente da parte delle P.A. di pagare le fatture dei propri fornitori entro 30 giorni (60 giorni max in casi particolari) viene molto spesso disatteso. I risultati nefasti di tali ritardi, culminanti talvolta in gesti estremi, restano a totale carico delle aziende creditrici, degli imprenditori, dei dipendenti e delle famiglie coinvolte. Ciò rappresenta una palese negazione di ciò che lo stato dovrebbe rappresentare per i propri cittadini: la giustizia.
Stato della legislazione:
Allo stato attuale, sul piano teorico, esistono norme che dovrebbero, in teoria, garantire pagamenti entro tempistiche molto celeri (30/60 gg.). La realtà, tuttavia, parla di cifre considerevoli (probabilmente oltre 60Mld di Euro) di pagamenti non ancora onorati.
Comparazione:
Sebbene la media europea si attesti sui 58 giorni (fonte http://www.wikispesa.it/Pubblica_Amministrazione_-_Debiti_verso_i_fornitori) in Italia, la Pubblica Amministrazione, continua a disattendere i propri obblighi addossandone il costo interamente alle aziende fornitrici, annullandone i teorici utili previsti anzi gravandoli ulteriormente con costi riconducibili a vari fattori (interessi passivi, anticipazioni fatture, ritardi e/o omessi pagamenti di tasse e/o contributi, etc.) tanto più gravosi quanto più piccola è la dimensione dell'azienda fornitrice della P.A.
Esperienza:
La mia esperienza, di piccolo imprenditore, nel campo dei servizi mi vede creditore di circa 50mila euro, (credito certificato) ma che alla data di scadenza della certificazione (31/12/2014) è stato tranquillamente ignorato. Ad oggi, la mia piccola azienda vanta fatture non pagate vecchie di tre anni, anticipate attraverso cessione pro-solvendo per circa il 50% del totale e che continuano a produrre interessi passivi poiché non rimborsate alla scadenza. Sono sul lastrico e mi ritrovo oggi, a 54 anni, vittima di uno stato vessatore. Il danno connesso supera ormai di ben oltre il 100% l'importo originario del credito. In uno Stato di Diritto, o presunto tale, tutto ciò è inaccettabile. La situazione, ad oggi, nonostante il decreto ingiuntivo vinto nei confronti della P.A. inadempiente, di un pignoramento tempestivamente subito a causa delle inadempienze nel frattempo cumulate (e non per mia colpa), mi trova in attesa della liquidazione di interessi e spese e costretto a vendere casa.