Ristrutturazione e razionalizzazione della rete delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane.

Rimodulare la rete delle ambasciate e dei consolati italiani all'estero

Proponente:
Arturo Camillacci
Terracina

 59 anni
Professione: Funzionario
Titolo di studio: Laurea in Scielnze Politiche
Obiettivo:
La legge si propone di stabilire precisi criteri riguardanti l'istituzione, la variazione e la soppressione delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane all'estero, sottraendo al governo la discrezionalità di tale funzione, che è spesso causa di sprechi e di inefficienze.
Descrizione:
Con la presente proposta di legge si intende stabilire una serie di criteri oggettivi atti a stabilire la convenienza e l'opportunità di aprire sedi diplomatiche e consolari italiane all'estero. In particolare si intende stabilire per legge l'obbligo di istituire rappresentanze consolari di I e II categoria in quelle regioni, province e/o territori di Stati esteri con cui l'Italia intrattiene relazioni diplomatiche in diretta relazione alla consistenza della collettività italiana colà residente. Pertanto, in base alla nuova legge, il Governo avrà l'obbligo di istituire: - un'Agenzia Consolare nelle località in cui risiedono da 100 a 500 italiani; - un Vice Consolato nelle località in cui risiedono da 501 a 5.000 italiani; - un Consolato di I classe nei luoghi ove risiedono da 5.001 a 50.000 italiani; - un Consolato Generale nei luoghi ove risiedono oltre 50.000 italiani. Tale obbligo avrà effetto in conseguenza di una petizione sottoscritta da almeno il 10% dei cittadini italiani iscritti all'AIRE residenti nella regione nel cui capoluogo si intende richiedere l'apertura della rappresentanza consolare, che il Governo avrà l'obbligo di prendere in considerazione. La legge prevederà sanzioni penali nei confronti dei responsabili nel caso la petizione non venga accolta nei tempi e nei modi previsti.
Stato della legislazione:
Nella vigente legislazione, l'istituzione, la classificazione e la soppressione delle rappresentanze diplomatiche e consolari sono stabilite con le norme di cui all'art. 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967 n. 18, che demandano principalmente alla discrezionalità del Governo, ed in particolare del Ministro degli Esteri in carica, la decisione delle sedi da aprire, ampliare, ridimensionare o sopprimere, a prescindere da qualsiasi criterio oggettivo (ad. es: volume dell'interscambio commerciale, dimensioni della collettività italiana residente, stato delle relazioni bilaterali, ecc.). L'abuso della discrezionalità del governo ha portato alla soppressione di rappresentante consolari in località in cui esiste una rilevante collettività italiana (es.: Manchester, Amburgo, Liegi, ecc.) per consentire l'apertura a 'costo zero' di rappresentanze consolari in cui la presenza italiana è minima o pressoché nulla (es. Chongqing, Erbil, Ho Chi Minh City, ecc.).
Comparazione:
Altre nazioni hanno nella loro legislazione criteri oggettivi di correlazione tra consistenza della loro collettività espatriata e dimensionamento della rispettiva rete consolare.
Esperienza:
Sono dipendente di ruolo del Ministero degli Affari Esteri, con trent'anni di carriera all'attivo, e sono stato reggente del Consolato d'Italia a Manchester dall'aprile del 2010 fino alla sua soppressione avvenuta nell'agosto del 2011.